Kyoto e Nara

Kyoto la città dai mille templi, la città delle maiko e della tradizione. Kyoto va assaporata lentamente, magari alternando la visita ad un santuario ad una pausa tè o in giro per la città.

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il tempio Ginkaku-ji conosciuto col nome di padiglione d’argento

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il tempio Kinkaku-ji, il padiglione d’oro 

Il santuario Fushimi Inari Taisha lo sognavo da parecchio tempo, molto prima che diventasse popolare su Instagram. L’aspettativa non ha deluso la realtà. È davvero un posto mistico che consiglio di visitare la mattina presto per evitare le orde dei turisti e vale la pena percorrerlo interamente. Mano a mano che si prosegue lungo il percorso le persone diminuiscono e alla fine sei solo circondato dalle volpi in pietra, messaggere della dea Inari, dalla natura e dalla luce del sole che filtra tra i tori.

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Noi abbiamo dedicato una mattinata al santuario Fushimi Inari e poi ci siamo ritrovati per caso alla festa di Jidai-Matsura (festa delle epoche passate) del santuario di Heian-jinja che si tiene il 22 ottobre a Kyoto. La giornata seguente l’abbiamo trascorsa ad Arashiyama, tra foreste di bambù, macachi giapponesi e il Tenryu-ji, uno dei templi zen più belli di tutto il Giappone.

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Foresta di bambù ad Arashiyama

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Snowmonkey Park, Arashiyama

lo Shintō può dirsi simile ad uno di quegli affascinanti paesaggi giapponesi, come se ne osservano durante la stagione delle piogge, quando intravedi appena tra misteriosi vapori e piume silenziose di nubi le cime di alcuni monti, una cascata, un profilo di boschi, il tetto curvo di un tempio lontano, ma devi poi completare con l’immaginazione queste sparse e vaghe pennellate per ricostruire una topografia precisa. Lo Shintō non vive di credi e di dogmi, ma di simboli ed intuizioni, di suggerimenti e di sussurri, d’allusioni e di poesia, di riti, di una liturgia accattivante, di architettura e giardini, di musiche, di silenzi – ma anche poi all’improvviso di orgiastiche e tumultuose espressioni popolari di gioia“ ( F. Maraini).

6AAB9E99-BCFB-41D2-864B-DFBED7BBC65B.jpegSeduta in un tempio in autunno. Il Giappone lo sognavo cosi.

NARA

Nara tra templi e cervi è una coccola per occhi e cuore. Lasciatevi trasportare dalla magia di questa città senza tempo e percorrete l’enorme parco ricco di storia. Accarezzare e dare da mangiare ai cerbiatti che vivono in assoluta libertà vi farà tornare bambini per un giorno.

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Tokyo love story

Tokyo ti scombussola, ti disorienta, ti rapisce. E’ stato amore a prima vista, mai avrei immaginato che potesse piacermi così tanto una mega metropoli.

Un’onda di capelli e abiti neri in metropolitana, correre senza fermarsi mai.

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In poco tempo si passa dalla calca di Shibuya e Shinjuku al silenzio. Passeggiare all’interno del parco che porta al tempio shintoista Meiji Jingu è magico e ti riconcilia col mondo.

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È incredibile come si possa in un attimo  passare dal caos ai quartieri tranquilli come Yanaka e Nakano che sembrano essere usciti dalle ambientazioni di anime e film. Qui i grattacieli lasciano spazio alle case basse e stradine più tradizionali. Il Giappone è anche questo e tanto altro.

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Cammino col naso all’insù avvolta dai profumi che vanno dal tè, al ramen e yakitori e mi lascio travolgere dal caos surreale di Shinjuku la sera. Mi sembra di essere in un trip mentale di Alice nel paese delle meraviglie. Luci al neon, musichette, un’infinita varietà di ristoranti e locali, negozi bazar che vendono qualsiasi cosa, karaoke bar e assordanti patchinko (sale giochi) Un quartiere folle, illuminato a giorno che sembra un grande parco divertimenti.

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Svoltando nelle stradine laterali dietro la stazione si trova  il vicolo “Omoide Yokocho” affollato di yakitori minuscoli dove si può fare amicizia gustando delle vere prelibatezze. Il “vicolo del ricordo” tra salarymen, turisti e profumo di carne alla griglia.

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Vi parleranno di tanti posti dove poter ammirare Tokyo dall’alto. Al Metropolitan  government building la vista è gratuita.

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Quel giorno che ho trascorso qualche ora al Gyoen National park mi sono sentita dentro un anime. Le ambientazioni del “Il giardino delle parole” sono state riprese fedelmente.

“Il  debole suono del tuono, il cielo nuvoloso, se dovesse piovere, aspetteresti  con me? Il debole suono del tuono, il cielo nuvoloso, anche se non dovesse piovere, resterò io qui con te”

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Hong Kong

Luci al neon, grattacieli infiniti, la città avvolta in una bolla d’aria umida. La mia prima volta in Asia. L’impatto è pazzesco: fiumi di gente, “din din” (tram a due piani) che sferragliano, mercati che si contendono le zone vendendo le cose più disparate: dai vestiti all’artigianato passando per lo street food ai pesciolini ed altri animali. Mi sono ritrovata catapultata in un mondo di rumori, suoni, odori di questa Cina non Cina. L’aria di metà ottobre a tratti mi sembra irrespirabile, eppure mi sento viva.

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DSC00826Templi che non ti aspetti fanno capolino tra i grattacieli. Un microcosmo di luci e ombre di un film di Wong Kar Wai.

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Porterò con me tutto questo e oltre. Ricorderò i sapori dei Dim sum nei localini dove l’unica occidentale ero io, farsi scacciare il malocchio dalle signore “picchia cattivi” , la funicolare più ripida al mondo con la sua vista pazzesca dalla cima di Victoria peak.

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Hong Kong è una città che si sviluppa vertiginosamente in altezza, ma dietro alle insegne luminose dei negozi sfavillanti e le luci al neon si nasconde l’altra faccia del progresso: palazzoni ammassati l’uno sull’altro che racchiudono i sogni e le speranze stipati in pochi metri quadrati.  Il concetto di spazio è molto diverso da quello in Occidente. Qui è raro e prezioso. Pur non vivendo qui è quasi impossibile non farci caso e sarò per sempre grata di poter vivere in un appartamento che posso chiamare casa.

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Piran, Lago di Bled e Bohinj

Dedali di vicoli che si rincorrono per il borgo di Pirano, piccolo gioiello della penisola istriana.

Non venite qui con l’intenzione di andare in spiaggia, venite per perdervi nelle viuzze, per gli scorci panoramici e per fare una scorpacciata di pesce.

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Un’altra meta da non perdere è il lago di Bled, uno dei laghi più famosi al mondo. Sarò di parte, per me nulla batte il Lago di Ginevra dalla sua parte più bella a Lavaux, ma Bled non è da meno. Il lago appare come un sogno, sembra di essere in una fiaba. Consiglio di percorrerlo senza fretta ammirandolo da tutte le angolature possibili, concludendo con la sua leggendaria torta.

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Il lago Bohinj è una vera sorpresa, a pochi km di distanza. I suoi colori sfumano dal verde all’azzurro, sembra la tavolozza di un pittore.

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Lubiana

Lubiana è una meta ideale per un week end e come prima tappa per un tour in Slovenia.

Con i suoi edifici eleganti, i suoi ponti, la vita che scorre lenta lungo il fiume, il suo flaneur che ricorda tanto Parigi, mi è entrata dritta al cuore.

Consiglio di iniziare ad esplorarla passeggiando lungo il fiume, la Ljubljanica, anima pulsante della città sorseggiando un caffè in uno dei tanti bar al mattino presto, quando la città non si è ancora svegliata del tutto e, di riviverla la sera, per un aperitivo o per un dopo cena super romantico.

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Camminate senza meta, perdetevi nelle stradine parallele, curiosate nei cortili.

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Visitate il castello e dalla torre avrete una vista magnifica sulla città.

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Scoprite anche l’anima alternativa della città. Metelkova Mesto è un centro culturale nato da un’ex caserma occupata, oggi riqualificato ed ospita concerti, mostre ed altri eventi. “Autonomo, ma non anarchico, liberale ma non illegale, è un esempio di urban squat perfettamente riuscito”. Questa la definizione che più le si addice.

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Tovarna Rog, un’ex fabbrica di biciclette, è un altro esempio di  spazio vuoto occupato e trasformato in centro culturale con varie iniziative per lo sviluppo locale.

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Ogni volta che mi trovo in un posto nuovo ho voglia di assaggiare la cucina locale e quella slovena ha chiaramente un’influenza austro-ungarica e balcanica. Un must è Odprta kuhna al  mercato centrale che ospita ogni venerdì dalla metà di marzo fino ad ottobre (salvo in caso di maltempo) uno street food di qualità con ottima cucina locale e internazionale. Particolarmente consigliati gli hamburger di carne equina.

Altro street food: Nobel burek dove potete gustare il Burek, piatto balcanico di origine turca e Klobasarna dove assaggiare le tipiche salsicce di Carniola ( kranjska klobasa) e gli struccoli ( štruklji).

Infine due ristoranti che mi sono piaciuti particolarmente sono Druga Violina, una trattoria che ospita anche concerti e Julija all’interno di un palazzo storico offre piatti della tradizione locale e mediterranea. Prenotate in anticipo per evitare lunghe code.

Tra i dolci tradizionali il mio preferito è la Gibanica, preparato con una base di pasta frolla con ripieno a strati di semi di papavero, ricotta, noci e mele.

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Qui, dove non mi manca il mare

In questo angolo di mondo dove il lago sembra il mare. Losanna è una ridente cittadina medievale che sorge sulle sponde del lago Lemano, nel canton Vaud, in Svizzera. Il lago ne è l’indiscusso protagonista e rende tutto più magico. Qui natura e città si fondono e si confondono.

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Poco più distante, sempre sulle sponde dell’arco lemanico, si trova uno dei paesaggi più suggestivi di tutta la Svizzera: la regione di Lavaux, tra Losanna e Montreux, e non a caso patrimonio dell’Unesco. Un esempio di terrazzamento artificiale perfettamente riuscito, dove la mano dell’uomo ha continuato il lavoro che la natura ha creato.

Vi troverete davanti ad una cascata di vigneti che si tuffano nel lago e dall’altra parte lo spettacolo imponente delle vette delle Alpi. Non avevo mai visto così tanta bellezza in un posto solo. Vale la pena visitare questa regione in ogni periodo dell’anno, ma è in autunno che rivela tutto il suo splendore: un trionfo di colori baciati dal sole che sfumano dall’oro al rosso sospesi su una nuvola azzurra.

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Lavaux si può raggiungere comodamente in auto o in treno. Visitate i vari paesini della regione, degustando i prodotti tipici delle cantine e immergetevi completamente nel paesaggio percorrendo i vari sentieri che si snodano lungo i vigneti.

Per maggiori informazioni, gli  itinerari a piedi o in bicicletta e la lista delle cantine puoi consultare il sito di Lausanne Tourisme.

Lisbona

Dedali di vicoli, azulejos consumati dal sole, tram che sferragliano a pochi passi dai portoni delle case. Lisbona vivace e colorata, i tramonti sul Tago, il profumo delle sardine grigliate e dei pasteis de nata. E’ questa Lisbona: malinconica dal fascino decadente che ti ruba il cuore.

” Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona”

Aveva ragione Pessoa. C’è una luce magica, qui a Lisbona. Sarà per la luce bianca che si riflette sulle case color pastello affacciate sul fiume Tago avvolgendo ogni cosa.

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Lisbona è un saliscendi continuo di stradine che sembra facciano a gara per contendersi il miradouro più bello. Perdetevi tra i vicoli del Bairro Alto e dell’Alfama, il quartiere più autentico e popolare. E’ qui la vera anima di Lisbona, tra panni stesi al sole, signore che ti offrono cicchetti di Ginjinha, la musica del fado che fa da sottofondo e la brezza dell’oceano. Pura poesia.

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